Tre Musei che utilizzano la tecnologia (Beacon) per migliorare l’interattività

 

I beacon offrono ai musei la possibilità di fornire contenuti e contesti come mai accaduto prima per i visitatori. Con la tecnologia a servizio dell’arte, dove i beacon sono sostanzialmente in prima linea, un’applicazione in grado di riconoscere l’esatta posizione nel museo di un ospite e fornire informazioni rilevanti è una notizia di grande spessore. Il visitatore, mettendo da parte la vecchia audio-guida, può vedere immediatamente un video che mette in evidenza la vita dell’artista sul suo smartphone e imparare di più su un particolare dipinto.

Tre Musei che utilizzano la tecnologia per aumentare l'interattività

Gli esperti del settore sostengono che la tecnologia nei Musei sarà uno dei maggiori strumenti adottati dai beni culturali per offrire nuove esperienze e aumentare sensibilmente l’offerta dei servizi da erogare ad ogni utente. I Musei avranno grazie ai beacon la possibilità di sostituire gli strumenti che gli ospiti sono abituati a usare. Invece di cuffie audio, possono utilizzare i loro telefoni. Invece di selezionare il numero sull’Audioguida, i beacon possono individuare la loro posizione con precisione. La tecnologia a servizio dell’arte è un’evoluzione importante per lo sviluppo di nuove figure professionali e rende fruibile, più della classica audio-guida, l’arte a tutti coloro che vogliono approfondire determinate informazioni.

Ora mi dedico specialmente a voi, sì proprio voi, organizzatori di fiere, mostre e curatori d’arte: se desiderate aumentare il tempo trascorso nel vostro museo, offrire una caccia al tesoro all’interno della vostra area espositiva, con indizi che spuntano ad ogni angolo del vostro edificio, questo è l’articolo giusto da leggere. Gli ospiti saranno intrattenuti, educati, e sarà piacevole e interessante passare più tempo al museo più che mai. Ad esempio, uno dei fattori che hanno una forte influenza sull’arte e la scienza è il periodo storico in cui quell’opera è stata creata. I Beacons potrebbero inviare notifiche ai visitatori, mettendo in evidenza quello che stava accadendo nel mondo in quel periodo.

Vuoi scoprire come una mostra del re del Pop Andy Wharol è diventata interattiva grazie ai Beacon? Leggi questo articolo del nostro blog.

I musei sono un luogo di eredità, un posto creato e sviluppato per mostrare il passato, per visualizzare ricordi ed esporre gli stessi di generazioni in generazione ma questo non significa che non possono essere interattivi e futuristici. In seguito vi elencherò tre esempi di musei con la tecnologia a servizio dell’arte e con l’integrazione nelle strutture espositive dei beacon:

 

Museo Philips, Eindhoven, Paesi Bassi

I visitatori del museo Philips di Eindhoven sono stati invitati a giocare ad una game interattivo chiamato “Missione Eureka” mentre camminavano intorno alle opere esposte. Per giocare bisognava utilizzare un iPad per rilevare la posizione dei visitatori nel museo tramite segnali Bluetooth.

Alle squadre venivano presentate alcune “sfide” che dovevano essere affrontate come veri e propri investigatori d’arte. I visitatori diventavano dei veri e propri Indiana Jones e componendo un vero e proprio team potevano scoprire opere e altri indizi disseminati all’interno del museo. Il gioco permetteva anche ai membri dello stesso team di competere uno contro l’altro. Questo è un enorme miglioramento rispetto ai vecchi tour audio che offrono registrazioni noiose sulle opere d’arte che il visitatore si trova di fronte.

 

Museo Nazionale di Slate, Galles

Il Museo National Slate, in Galles, è stato il primo museo del mondo per l’installazione di beacon, che consentono ai visitatori di scoprire di più sulle collezioni mentre camminano all’interno di un sito.

Il museo sta cercando di inserire elementi specifici del patrimonio digitale come l’apprendimento, l’interpretazione e l’uso di materiali bilingue e multilingue. Il contenuto viene portato in modo dinamico nelle mani dei visitatori del museo, con materiali multimediali che appaiono sul proprio dispositivo mobile mentre camminano in giro.

Il museo sta esplorando così il pieno potenziale della tecnologia iBeacon per creare un nuovo mondo di servizi pubblici per il settore museale.

I beacon al National State Museum

 

Brooklyn Museum, New York

Il Brooklyn Museum adotta un approccio più personale, utilizzando i sensori di Prossimità come semplici indicatori di posizione. I visitatori hanno spesso delle domande che vorrebbero rivolgere agli esperti d’arte, il Museo di Brooklyn ha preso a cuore questo problema e ha cercato di utilizzare i beacon per scoprire la posizione del visitatore.

L’obiettivo del museo è stato quello di aiutare i visitatori a conoscere meglio l’arte in esposizione – ma risultava difficile non riuscendo a localizzare l’utente all’interno della struttura. Tramite tecnologia Beacon è stato possibile identificare la posizione del visitatore mentre erano nel museo e localizzarlo in maniera precisa. L’App del Brooklyn Museum permette ad esperti di rispondere alle domande dei visitatori tramite smartphone. Gli utenti, infatti, possono utilizzare il pulsante ‘Ask‘ per chiedere informazioni e ricevere risposte in tempo reale.

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Così, l’era digitale in cui viviamo ha creato una serie di strumenti che stanno cambiando il modo in cui condividiamo e riceviamo le informazioni. Oggi, nessuna organizzazione è esente dalle interruzioni causate dall’innovazione tecnologica, e alcune le stanno sfruttando in modo nuovo e positivo.

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