La nuova App "i Tesori Nascosti" mostra agli utenti in prossimità delle opere tutte le informazioni riguardo l'opera stessa.

I Tesori Nascosti – una mostra a prova di App Mobile

L’arte a Napoli non è mai abbastanza: nella basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, Vittorio Sgarbi ha presentato «I Tesori nascosti. Tino di Camaino, Caravaggio, Gemito» centocinquanta capolavori dal XIII secolo fino al `900, provenienti da collezioni private, tra cui la «Maddalena addolorata» del Caravaggio.

Lo stesso curatore della mostra Vittorio Sgarbi, entusiasta, l’ha definita «un vero museo, una immensità di bellezza davanti alla quale vi sentirete storditi». 

Il lungo filo storico ripercorso dalle quasi 150 opere esposte è descritto, nella sua interezza, dall’audioguida multimediale che consta in un’Applicazione Mobile “I Tesori Nascosti” in grado di individuare la posizione esatta dell’utente e inviare contenuti extra, audio-video e testuali, quando lo spettatore è in prossimità dell’opera. Una vera e propria audioguida a portata di smartphone. L’utente che effettua il download dell’App all’ingresso della mostra, può usufruire gratuitamente dell’intero catalogo espositivo e di una dettagliata descrizione audio delle opere esposte.

La nuova App "i Tesori Nascosti" mostra agli utenti in prossimità delle opere tutte le informazioni riguardo l'opera stessa.
La nuova App “i Tesori Nascosti” mostra agli utenti in prossimità delle opere tutte le informazioni riguardo l’opera.

 

Non solo arte, dunque, ma anche tecnologia nella mostra curata nei particolari dal Professor Sgarbi che presenta alle porte del decumano maggiore, in un complesso appena restaurato (grazie a 1 milione e 300mila euro del Grande progetto Unesco e a 800mila euro raccolti dalla Associazione Pietrasanta a cui il cardinale Sepe ha dato la Chiesa in comodato d’uso) che vanta il campanile più antico della città, la cappella rinascimentale del Pontano e quella del Capuccio: un vero «tesoro nascosto» con impianto del VI secolo, fino a qualche anno abbandonato ed trasformato nell’ officina di un meccanico, come testimoniano le macchie d’olio ancora visibili sul pavimento. 

 dettaglio

Tutte le opere d’arte selezionate per la mostra (visitabile fino al 28 maggio) non sono esposte nei musei pubblici ma appartengono a fondazioni bancarie, istituzioni e privati e per questo nascosti al grande pubblico. Da una testa di maestro federiciano del 1250 fino al un autoritratto di Antonio Ligabue, nell’allestimento, che ricorda i corridoi di un museo, si passeggia nella storia dell’arte.

QuiCon, azienda leader del mercato della Proximity Experience, è partner tecnologica della mostra «I Tesori nascosti. Tino di Camaino, Caravaggio, Gemito». La tecnologia Beacon riesce, così, a inviare rich content ai fruitori delle opere presenti in mostra arricchendo l’esperienza, sensoriale e informativa, degli utenti presenti nelle sale espositive. Quicon realizza App Mobile per mostre e beni culturali con tecnologia Proximity.

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